quarta
     
I° CONVEGNO NAZIONALE DIA' - ASSOCIAZIONE DIALOGICO DIALETTICA - SCUOLA DI CURA DI SE'

 

 

sepi

       

 

PROGRAMMA . RELATORI . ABSTRACT . ISCRIZIONI . LOCATION . BROCHURE
   
MILANO 25 OTTOBRE 2014
 
logo

Direzione scientifica: Tullio Carere-Comes
Organizzazione: Nicoletta Freti e Luca Panseri

 

 

cosmo

 

Per informazioni: dialogicodialettica@gmail.com

Tel. 349 3162413

FACEBOOK

PRESENTAZIONE RELATORI PROGRAMMA
La cura (in greco therapeìa) dell'anima (psyché), letteralmente psico-terapia (con il trattino, per distinguerla dalla psicoterapia intesa come trattamento tecnico-procedurale riservato per legge a medici e psicologi), nasce in Occidente con Socrate, che la considerava il compito supremo dell'uomo, strettamente legato al monito delfico "conosci te stesso". Curare se stessi significa iniziare un percorso di conoscenza di sé, che dissolve a poco a poco le tenebre dell'ignoranza dell'uomo comune che immagina di sapere già tutto ciò che lo riguarda. Essendo il dialogo lo strumento principale della cura che attiva un processo di conoscenza e trasformazione di sé, la psico-terapia può essere detta dialogico-processuale (in inglese care) per contrasto con la psicoterapia (cure) intesa come trattamento di varie patologie mediante procedure scientificamente validate per la cura dei disturbi diagnosticati. Socrate, la cui ispirazione sciamanica è particolarmente evidente nel rapporto con il daìmon, è considerato l'anello di congiunzione tra la cura dell'anima da sempre praticata dagli sciamani e la concezione greca del Logos. Numerose pratiche di cura del nostro tempo possono essere ricondotte alla radice socratico-sciamanica: dal counseling filosofico che ne è la più diretta derivazione, alla cura pastorale ispirata alla ricerca neoplatonico-agostiniana della verità nell'uomo interiore, alla psicoanalisi che è forse l'interprete più fedele del monito delfico nella nostra epoca, alle numerose pratiche di cura che integrano elementi di chiara matrice sciamanica, come l'induzione di stati alterati di coscienza, con altri derivati dalle tradizioni filosofica e psicoanalitica. Il convegno si propone di esplorare le comunanze e le differenze tra le visioni dell'uomo sottese a ciascuna di queste pratiche, diverse ma unite dalla comune origine dal ceppo socratico-sciamanico.  

Claudia Baracchi - Prof. Filosofia della Relazione e del Dialogo - Università Bicocca Milano. SABOF (Società Analisi Biografica a Orientamento Filosofico) e PHILO (Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche)

Gianfranco Basti - Prof. Filosofia della Natura e della Scienza - Pontificia Università Lateranense

Selene Calloni Williams - Scrittrice, documentarista, psicologa, antropologa. Fondatrice Istituto di Nonterapia

Tullio Carere-Comes - Psichiatra e psicoterapeuta. Responsabile SEPI Italia (Society for the Exploration of Psycotherapy Integration). Fondatore Associazione Dialogico-Dialettica e Scuola di Cura di Sé di Bergamo

Romano Madera - Prof. Filosofia Morale e Pratiche Filosofiche - Università Bicocca Milano, fondatore SABOF (Società Analisi Biografica a Orientamento Filosofico) e PHILO (Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche)

Vito Mancuso - Teologo, scrittore

   

9.00 Accoglienza
9.30 Tullio Carere-Comes
Presentazione Convegno

9.35 Prima sessione
Gianfranco Basti
Lo spirito come relazione
Vito Mancuso
Spiritualità e cura della vita ferita
Dibattito
Chair Tullio Carere-Comes

11.00 Coffee break

11.30 Seconda sessione
Romano Madera
L'affinità dello spirito attraverso tempi e culture
Claudia Baracchi
Tra silenzio e invisibile: filosofia, cura e
arte dell'attesa
Dibattito
Chair Luca Panseri

13.00 Lunch

14.30 Terza sessione
Selene Calloni Williams
Perché guarire, quando posso godere?
Tullio Carere-Comes
L'approccio dialogico-dialettico
Dibattito
Chair Nicoletta Freti

16.00 Pausa

16.30 Tavola rotonda
Gianfranco Basti, Vito Mancuso, Romano Madera, Claudia Baracchi, Selene Calloni Williams, Tullio Carere-Comes
Moderatore Luca Panseri

 

ISCRIZIONI

Per iscriversi inviare la scheda di iscrizione compilata unitamente alla ricevuta di bonifico a dialogicodialettica@gmail.com indicando nell'oggetto "Iscrizione Convegno 25 Ottobre"

Scarica la
scheda di iscrizione

QUOTE DI PARTECIPAZIONE
€ 50,00 per iscrizioni entro il 15/7/2014 e € 60,00 per iscrizioni successive.
Per gli allievi della Scuola di Cura di Sé, Scuola Philo, Nonterapia, Scuole accreditate Assocounseling: € 40,00 per iscrizioni entro il 15/7/2014 e € 50,00 per iscrizioni successive.
Coffee break al mattino incluso

DATI BONIFICO
Associazione dialogico-dialettica
IBAN IT12Y0542811103000000002848
Causale: cognome e nome, partecipazione
Convegno del 25 Ottobre 2014

LUNCH in hotel (buffet standing) a Euro 22,00 solo su prenotazione entro il 12 Ottobre tramite e-mail a: dialogicodialettica@gmail.com.
Nei dintorni dell'Hotel sono presenti ristoranti e bar

 

 

 

 

 

ABSTRACT
 

 

 

 

 

 

Claudia Baracchi: Tra silenzio e invisibile: filosofia, cura e arte dell'attesa  
"Teoria" indica, nelle lingue indoeuropee moderne, la concettualità astratta opposta alla prassi e all'esperienza. Ma nel suo senso originario theoria significa "vedere" nei suoi molteplici risvolti: contemplazione, la visione spaziosa che coglie l'insieme. Legata alla capacità di leggere gli eventi nel teatro del mondo (theatron: il luogo dello sguardo, dove si va per vedere), theoria è prerogativa del dio (theos), o comunque di carattere  divino (theios), e sta al cuore della disciplina dei filosofi: osservare ed osservarsi, accendere l'attenzione, illuminare nessi e legami (legein). Al contempo, e in tutta vulnerabilità, il filosofo partecipa al pathos che capillarmente pervade la vita dei mortali. Platone eredita da Empedocle la duplice funzione iatro-filosofica: chi ama saggezza e sapienza è prima di tutto medico, conoscitore di morbi, angosce, traumi e disarmonie.  
 
Gianfranco Basti: Lo spirito come relazione
Uno dei più grandi limiti della filosofia e della spiritualità occidentali è stato la "cosalizzazione" della dimensione spirituale della persona umana, che, cominciando dal platonismo, ha raggiunto nella modernità il suo apice con la dottrina della res cogitans cartesiana. Se da una parte questo fraintendimento ha innescato nella filosofia moderna una ideologizzazione della questione dello spirito, con la sterile contrapposizione degli "-ismi" ideologici del "dualismo" e del "monismo" psicofisici, dall'altra questa contrapposizione ha prodotto il duplice iato della riflessione antropologica dalla ricerca scientifica, da una parte, e dalla cura spirituale della persona, sia in chiave mistico-religiosa che psicoteurapeutica, dall'altra. L'attuale cambio di paradigma nelle neuroscienze, che ha come sfondo un cambio ancora più radicale nella medesima visone della realtà da parte della fisica fondamentale, aiuta oggi ad una profonda revisione della visione "cosalistica" dello spirito verso quella nozione dello spirito come relazione, nella sua tridimensionalità della "verticalità", dell'"orizzontalità" e della "profondità", che pone la persona umana al suo centro, come punto di origine e insieme di arrivo, di questo continuo scambio relazionale.  

   
Selene Calloni Williams: Perché guarire, quando posso godere?  
L'esperienza estetica, che è il cuore delle pratiche sciamaniche tribali e della meditazione, è la grande alternativa al paradigma terapeutico. Ad una visione immaginale appare evidente che la terapia desacralizzata, ovvero sottratta al contesto rituale, crea quei mali, quei disagi e quei disturbi che pretende di curare. La visione immaginale è spontanea nelle popolazioni animiste e nelle loro pratiche sciamaniche, ed è anche la visione che sta rivoluzionando il pensiero psicologico contemporaneo grazie all'opera di grandi immaginalisti come J. Hillman, il padre della psicologia archetipica. Saranno proiettati sia brevi filmati relativi a pratiche di sciamanizzazione sia filmati presso popolazioni tribali.  
 
Tullio Carere-Comes: L'approccio dialogico-dialettico  
L'approccio dialogico-dialettico è inteso come una navigazione che cerca di evitare la doppia insidia di Scilla, della sottomissione incondizionata al maestro che mortifica lo spirito critico del ricercatore (il rischio della cultura religiosa), e di Cariddi, della pretesa autarchica di non aver bisogno di maestri (il rischio della cultura laica). Questo approccio prevede in primo luogo l'immersione prolungata, impegnativa e continuativa in relazioni di cura dialogico-processuale asimmetriche e/o simmetriche, come possono essere in particolare i trattamenti analitici e le relazioni di coppia, che favoriscono la creazione di una rete di persone impegnate nel cammino di risveglio. In questa rete, intesa come una sezione locale della grande rete della filosofia perenne, a un versante interpersonale psicoanalitico di analisi permanente del transfert e delle resistenze nelle relazioni simmetriche e asimmetriche della rete si associa una componente transpersonale sciamanica che consiste principalmente nella coltivazione e frequentazione del mundus imaginalis, come Corbin ha chiamato la dimensione intermedia tra i mondi visibile e invisibile.  
 
Romano Madera: L'affinità dello spirito attraverso tempi e culture  
Lo spirito come distanziamento e articolazione della libertà a partire dalla unità filogenetica. A partire da questa impostazione si cercherà di mostrare l'affinità che attraversa, nella diversità, nei conflitti e nelle opposizioni, forme della spiritualità e della loro funzione terapeutica. Terapeutica del desiderio e spazio della consapevolezza delle dimensioni altre rispetto a quelle cosuetudinarie per ogni cultura. Saranno accostate alcune figure della contemporaneità - Jung, Panikkar, Hadot, Thich Nhat Hanh - per mostrare che le vie della saggezza si incrociano negli snodi decisivi.  
 
Vito Mancuso: Spiritualità e cura della vita ferita
Il motivo della presenza della spiritualità quale dimensione essenziale del fenomeno umano risiede nella ferita dell'esistenza che ogni essere umano porta dentro di sé. La spiritualità (e le religioni che la devono servire nella misura in cui sono autentiche) è essenzialmente cura. Saranno analizzate le cause di questa inevitabile ferita legata al vivere e ci si soffermerà sulla meditazione quale terapia.