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Storia

La storia della Dià - Associazione dialogico-dialettica inizia nel 2003, con i Seminari dello spirito laico al Caffè letterario di Bergamo. Tullio Carere-Comes, coadiuvato da Luca Panseri, dà inizio a una serie di incontri che hanno come filo conduttore l’idea che lo spirito laico ha come unica guida non la ragione (come ritengono le versioni razionalistiche del laicismo), ma la coscienza, di cui la ragione è solo una delle funzioni. La differenza è decisiva: nel momento in cui lo spirito laico supera la condizione di minorità intellettuale per affidarsi unicamente alla propria coscienza e al proprio giudizio (secondo la celebre definizione di Kant dell’Illuminismo), si assume la responsabilità di illuminare, rischiarare o liberare la coscienza da tutti i condizionamenti di ordine biologico, psicologico, economico e culturale che la offuscano. Questo significa che non basta scrollarsi di dosso il peso delle autorità tradizionali e autodefinirsi liberi pensatori per essere compiutamente laici: occorre anche superare il momento puramente negativo di emancipazione intellettuale per iniziare un cammino di cura di sé, finalizzato alla crescita personale (intra-, inter- e transpersonale) e alla liberazione della coscienza da tutto ciò che la condiziona.

Come logica conseguenza di questa impostazione, ai Seminari fanno seguito i Laboratori di cura di sé, condotti inizialmente al Caffè letterario da Tullio Carere con l’assistenza di Luca Panseri e Nicoletta Freti, e poi proseguiti nella sede dell’Associazione. Il principio-guida del laboratorio è che la cura di sé è molto difficile, virtualmente impossibile, per l’individuo isolato. In effetti il cammino di conoscenza e trasformazione di sé nelle culture tradizionali avviene sotto la guida di un maestro o all’interno di una scuola di impianto filosofico o religioso. Alla comunità che si organizza intorno a un maestro o una tradizione lo spirito laico contrappone la rete di persone liberamente impegnate nella cura di sé. L’unità-base della rete laica è la coppia, intesa come coppia naturale o coppia di lavoro. Il laboratorio è il luogo dove le coppie di lavoro si esercitano nel lavoro di cura di sé sotto la guida di istruttori, con l’obiettivo di emanciparsi gradualmente dagli istruttori e continuare per conto proprio il cammino di formazione personale permanente.

L’Associazione è dunque il luogo dove inizia a formarsi una rete laica di persone unite dall’intenzione di procedere e aiutarsi reciprocamente in un cammino di cura di sé, finalizzata alla crescita e alla liberazione personale. La rete laica si distingue dalla rete confessionale perché non esiste alcun insieme di principi o assiomi cui gli associati sono tenuti ad aderire, come invece accade non solo nelle istituzioni tradizionali, ma per lo più anche nella miriade di scuole psicoanalitiche o psicoterapeutiche che sono nate e si sono sviluppate nel Novecento. Certamente il lavoro formativo si avvale di principi teorico-tecnici sviluppati nella scuola, in particolare il Modello di campo a quattro vertici. Ma questi principi sono semplicemente degli strumenti di cui non è possibile fare a meno nel lavoro formativo, da usarsi nella misura in cui servono e da mettere da parte nel momento in cui non servono più, per essere sostituiti da altri che il soggetto o la coppia di lavoro trovino più adatti a sé in qualsiasi momento. Il punto è che questi principi teorico-tecnici sono solo degli strumenti, non il fondamento dell’Associazione, che si basa invece sul metodo dialogico-dialettico.

Al lavoro formativo che si svolge nei laboratori di cura di sé, basato sull’integrazione di diverse metodiche sviluppate in diverse scuole psicoanalitiche e psicoterapeutiche  negli ultimi decenni oltre che sugli insegnamenti della filosophia perennis, si aggiunge quello organizzato da Nicoletta Freti nella sezione Arte e creatività. In prospettiva, l’Associazione offrirà diversi tipi di attività culturale e formativa, tutti basati sul metodo dialogico-dialettico e orientati alla crescita personale nello spazio culturale costituito da una rete laica.